Mangiamoci un piatto di Champignon!

Gli champignon non fanno dimagrire, tranquilli…però sono buoni, costano poco e fanno molto bene!
Quindi, perchè non ci facciamo un piatto di filettini di prataioli (anche così vengono chiamati) con un trito di prezzemolo e un pizzico di aglio?

Il loro nome scientifico è Agaricus bisporus e sono largamente commericalizzati ed apprezzati in tutto il mondo. Vengono coltivati in larga scala e, spontaneamente, crescono nei campi concimanti, nei prati e nei giardini di casa. Ogni tanto capita di vedere dei pon-pon bianchissimi che sbucano tra l’erba!
Iniziano la crescita con forma ovoidale, e talvolta, presentano squame brunastre. Le lamelle passano dal rosaceo al marrone a maturità e la forma arriva con il tempo ad essere convessa, con una larghezza fino a 9-12 centimetri di diametro.

Le proprietà. Iniziamo da quella più evidente.
Sono ottimi contro l’alito cattivo. Infatti essi neutralizzano i composti che “puzzano” derivanti da una cattiva digestione e dalla disbiosi intestinale. Questa azione concorre indirettamente alla prevenzione del tumore al colon. Essendo anche ricchi di sostanze probiotiche, favoriscono la proliferazione dei batteri intestinali buoni che a loro volta migliorano la digestione e aiutano a mantenere in buono stato la salute. Accrescendo i bifidobatteri permettono anche di regolarizzare l’intestino pigro.
Anche nello stomaco questo piccolo fungo ci può dare un mano. Infatti riduce la proliferazione dell’Helicobacter pylori.
La sua azione non si limita ai distretti in cui transita fisicamente per essere digerito. Infatti ha azione antiallergica e antiossidante, grazie alla presenza di particolari sostanze antinfiammatorie e modulatrici della risposta immunitaria.
Il prataiolo stimola anche l’immunità innata contro le cellule tumorali e contro i virus, attraverso il potenziamento dell’azione di alcune cellule chiamate Natural Killer.
Tra le sue più interessanti azioni è la sua capacità di inibire l’azione di un enzima detto “aromatasi”. Quest’ultimo è implicato nella produzione di estrogeni. E’ stato dimostrato che molti tumori mammari rispondono alla stimolazione estrogenica e l’inibizione dell’aromatasi contrasta indirettamente la loro proliferazione. Nel tumore prostatico, addirittura, il fungo esprime il massimo delle sue capacità antitumorali, tant’è vero che contrasta la crescita di  tutti i tipi di carcinomi della prostata, anche quelli non ormono-dipendenti.

Viene spontaneo chiedersi come e quanto Champignon mangiare per avere, oltre al piacere della tavola, anche questi meravigliosi aiuti. Niente di più facile. Si mangiano regolarmente, interi e come si gradisce di più.

Credo che in questo caso sia valido più che mai: buon appetito!

Alimentazione, attività fisica e cancro

L’insorgenza del cancro è un processo multifattoriale che coinvolge molte componenti dello stile di vita. Errate abitudini alimentari, una scarsa attività fisica ed un eccesso di peso combinati insieme aumentano il rischio di sviluppare qualsiasi tipo di tumore. La prevalenza dell’obesità ha raggiunto livelli epidemici in molte parti del mondo; più di un miliardo di individui adulti sono in sovrappeso.
Il sovrappeso e l’obesità sono clinicamente definiti come processi patologici caratterizzati da un accumulo di grasso corporeo a causa di un eccesso di introito calorico (alimentazione) rispetto al suo consumo (attività fisica).
In pratica, se si mangia più di quanto si consuma, si aumenta di peso!

Sono stati effettuati vari studi relativi alla restrizione calorica, da un minimo del 10% ad un massimo del 40% rispetto alle abitudini individuali. Lavorando solo su questo fattore, si è visto che diminuisce la proliferazione cellulare ed aumenta la morte cellulare programmata, tipica di ogni essere vivente e fattore, fra i tanti, di protezione contro i tumori.
Anche l’attività fisica è molto importante, in quanto è in grado di diminuire il tessuto adiposo di riserva, di migliorare l’utilizzo degli zuccheri, diminuendo l’incidenza del diabete di tipo 2; ha inoltre un impatto positivo sul sistema immunitario, sulla capacità di combattere l’eccesso di radicali liberi e, in generale, ha un effetto diretto sulle cellule tumorali.
Un buon lavoro effettuato progammando modifiche dello stile alimentare e dell’attività fisica, permette all’organismo di diminuire tutti i parametri che rendono l’organismo più suscettibile allo sviluppo di tumori, contrastandone la formazione.
In particolare, un eccesso di zuccheri nel sangue, di insulina e di altri fattori ad essa collegati promuovono la crescita cellulare e ne inibiscono la distruzione fisiologica. Sia in vitro che in vivo, si è osservato che questa situazione influenza anche la secrezione di ormoni sessuali maschili e femminili, entrando quindi in gioco nella formazione dei tumori ormono-dipendenti (1).

La disregolazione metabolica e fisiologica correlata all’obesità è sicuramente uno dei tanti fattori da prendere in considerazione per capire le origini di molti tumori. In particolare, per quanto riguarda la scelta degli alimenti, è importante studiare la relazione tra specifici nutrienti e componenti dietetici (es. antiossidanti, zuccheri, vitamine, abbinamento degli alimenti) e prevenzione delle malattie tumorali.

 

1. Methods Mol Biol. 2009;472:57-88