Intolleranza al lattosio, intolleranza al latte, allergia al latte…che confusione!!!

Effettivamente stanno aumentando tutti i fenomeni di intolleranza e allergia, ma di pari passo aumenta anche la confusione.
Il “mal di pancia” dopo ave bevuto il latte o mangiato formaggio è allergia? E’ intolleranza? E’ intolleranza al lattosio? O al latte?
Spesso capita di sentir parlare di un fenomeno al posto di un altro, pensando erroneamente che si tratti della stessa cosa.

Facciamo chiarezza.latte

Intolleranza al lattosio. Si tratta di un deficit enzimatico che non permette di digerire lo zucchero del latte, il lattosio, appunto. Non è un fenomeno allergico, sebbene i sintomi spesso si manifestino quasi subito dopo l’ingestione dell’alimento. Nella maggior parte dei casi si tratta di una predisposizione, cioè, nel DNA c’è scritta l’informazione che poi porterà al manifestarsi dell’intolleranza. Spessissimo non è un fenomeno reversibile, cioè non basta astenersi per qualche mese dal lattosio, che “poi passa”, ma permane per tutta la vita. Occorre eliminare dall’alimentazione tutto ciò che contiene lattosio. Quindi, se un formaggio è molto stagionato e contiene solo tracce di questo zucchero, si può mangiare abbastanza tranquillamente.

Allergia al latte. Si tratta di una reazione allergica vera a propria che può dare sintomi non solo legati all’apparato digerente. In questo fenomeno sono coinvolte le proteine del latte che fungono da allergene e non il suo zucchero. Occorre eliminare l’alimento latte e tutti i suoi derivati, formaggi stagionati compresi.

Intolleranza al latte. Si tratta di un fenomeno che si potrebbe definire “infiammazione cronica di bassa entità”. In pratica: mangiando spesso un certo alimento, questo induce una risposta infiammatoria nell’organismo che si manifesta nei modi più svariati: dal sintomo gastroenterico classico quale gonfiore, scarica o semplice addominalgia a quello più strano e più difficilmente correlabile all’assunzione di latte, come comparsa di afte, cefalea o emicania, prurito, stanchezza, insonnia…Fortunatamente questo tipo di intolleranza non è permanente, ma basta semplicemente eliminare l’alimento in causa per qualche tempo, utilizzare fitoterapici specifici (come la boswellia o l’aloe) e l’intolleranza si risolve.

Mi auguro di aver chiarito un po’ le idee.
Di conseguenza ora diverrà facile intuire che esistono diversi tipi di analisi che permettono di indagare l’uno o l’altro fenomeno.
Quindi: il Citotest si utilizza nella ricerca dell’intolleranza all’intero alimento, il breath test per la ricerca dell’intolleranza al lattosio, mentre il RAST test si usa per la ricerca dell’allergia.

Un ultimo consiglio: non fate autodiagnosi, potrebbe essere pericolosa e fuorviante.

L’intolleranza al lattosio

Si definisce intolleranza al lattosio una sindrome caratterizzata da disturbi gastroenterici che insorgono dopo l’ingestione di alimenti contenenti questo zucchero, il lattosio appunto, generata dal deficit di produzione da parte delle cellule di un tratto intestinale detto duodeno dell’enzima lattasi, che serve alla digestione del lattosio nei suoi due componenti: glucosio e galattosio. Il lattosio tal quale non può essere assorbito dall’intestino e, quindi se non correttamente digerito, vi richiama acqua, provocando la classica scarica diarroica o un eccessivo gonfiore addominale, spesso accompagnato da dolore. E’ importante sottolineare che l’intolleranza al lattosio non è un’allergia, che si verifica nei confronti delle proteine e nemmeno un’intollerazna al latte, anch’essa legata alla presenza delle caratteristiche proteine che sono la caseina e l’albumina.

L’intolleranza al lattosio può insorgere in qualsiasi periodo della vita, ma deve esserci sempre una predisposizione genetica. In questi casi, è ben difficle che l’intolleranza si risolva nel corso del tempo. Talvolta capita che a causa di una infezione intestinale, come quella virale, ci sia una temporanea intolleranza a tale zucchero, che si risolve spontaneamente nel corso dei mesi successivi.

Come fare per evitare di stare male? In modo molto semplice, occorre eliminare tutte le fonti di lattosio, come il latte animale, i formaggi (tranne quello molto stagionati) e gli alimenti che contengono questo zucchero tra gli ingredienti. Se una persona soffre di questo deficit enzimatico in modo importante, dovrà farlo presente anche al medico, in quanto molte compresse contengono il lattosio fra gli eccipienti.

In commercio esisitono prodotti alimentari la cui formulazione è pensata proprio per gli intoelleranti al lattosio, ma è utile sapere che esistino anche molti alimenti che ne sono privi, senza appartenere alla categoria dietetica dedicata.