Il canto della Lavanda

Oh, come son fortunata a non far parte
della miriade di fiori che ornano le aiuole.
Io non corro pericolo di cadere in mani comuni,
di ascoltare conversazioni di scarso valore.

Diversamente dalle mie sorelle, la natura mi fa
crescere lontano dai rivi.

Io rifuggo i campi coltivati e la civiltà.
Io son selvaggia.
Lontano dalla società, la mia patria
è in solitudine,
Perchè mai e poi mai vorrei mischiarmi con il popolo!

Libera, io sono libera!

(La storia della fanciulla-uccello; da Le mille e una notte)

Stavo cercando qualche olio essenziale che potesse aiutare a calmare l’ansia, il nervosismo e la tristezza che ci accompagnano lungo questo periodo buio della nostra storia. Pensavo alla lavanda e sfogliando qua e là tra i miei libri, ho trovato la poesia appena letta. Niente di più centrato.
La lavanda nasce come arbusto spontaneo tra le montagne impervie della Persia e della Provenza. Si accontenta dei terreni pietrosi e inospitali, dove poche altre piante potrebbero resistere. Nessun eccesso stagionale la disturba, e ogni anno, generosa, spettacolare e direi, con permesso, istrionica, rinnova la sua splendida chioma blu-viola, innalzandola orgogliosa di sè verso il cielo.
La sua raccolta è difficile: va fatta a mano, con il falcetto che taglia la sommità fiorita dallo stelo, durante la parte più calda delle giornate di luglio e di agosto perchè proprio in queste ore la pianta contiene più olio essenziale. Per analogia, mi è sembrata la pianta che meglio si adatta alla nostra attuale condizione: siamo costretti in casa per il bene di tutti, viviamo quindi in una condizione dura, ma dobbiamo prepararci a dare il meglio di noi stessi una volta che ritorneremo alla “luce”…proprio come la lavanda!
Questo è un arbusto resistente, dalla scorza dura; richiede forza per la sua raccolta, ma dona un profumo inconfondibile, che ha accompagnato e consolato l’Uomo nell’area del Mediterraneo probabilmente dai primi insediamenti.

Gli antichi la usavano bruciandola per purificare l’aria nelle stanze dei malati. Il suo nome deriva dal latino lavare e suggerisce l’idea della purezza e della freschezza, entrambe caratteritiche del suo profumo. La lavanda lava le impurità del corpo e dell’anima. Santa Hildegerd von Binden la consigliava per favorire lo sviluppo di un carattere pulito. Quando sentiamo la lavanda la mente esce dai luoghi chiusi, perchè evoca spazi belli, chiari, vasti. Nella mente distesa, i pensieri sono più limpidi ed equilibrati. Come l’arbusto semisecco da cui viene estratto, l’olio essenziale di lavanda si prende cura dei pensieri aridi ed estremi, riportandoli in equilibrio. Chi trae giovamento dalla lavanda è un soggetto molto teso, esagerato, ma che ricerca l’equilibrio. Come non considerare più adatto al momento attuale quest’olio essenziale?
In realtà ha una molteplice gamma di usi: è riequilibrante dell’umore, rilassa la muscolatura, è antisettico, cicatrizzante, antidolorifico in caso di punture di insetti, è utile contro l’herpes labiale, nelle nevriti, nella sciatalgia, nelle dermatiti, nella febbre, nell’otite. E’ un olio davvero molto versatile grazie alla sua complessità biochimica: sono state identificate almeno 160 molecole attive e chissà quante altre ne mancano.

Come usarlo? Il modo più semplice è acquistare un ottimo prodotto puro e naturale al 100% (diffidate se non è scritto in etichetta), metterne qualche goccia nella lampada per aromi o negli umidificatori dei caloriferi. Si può miscelare a tante altre essenze come l’eterno bambino che è il mandarino, il vivace neroli sui fiori, la rosa centifolia o la raffinatissima damascena, il sensuale gelsomino o l’esotico yalng-ylang o ancora il legnoso vetiver oppure l’avvolgente e lussuoso legno di sandalo. Lasciamoci guidare dalle sensazioni olfattive e creeremo le miscele più adatte alle nostre emozioni.
…Ma se non sappiamo cosa scegliere, allora lasciamoci sedurre dal canto unico e melodioso della magica lavanda.

Fame nervosa e auricoloterapia

La fame nervosa non è mai stata definita ufficialmente, ma ormai gli studiosi del comportamento alimentare la definiscono come quella particolare situazione in cui le persone tendono a mescolare le emozioni con l’assunzione di cibo e ad usare il cibo per far fronte alle emozioni che incontrano ogni giorno.
La fame nervosa è caratterizzata da vari stili alimentari e diverse sono le motivazioni e le emozioni che spingono a mangiare, spesso in grande quantità, per far fronte a situazioni di noia, di ansia, di depressione, di rabbia. Alcuni stati di insonnia portano a mangiare anche di notte.

Spesso le donne che soffrono di sindrome premestruale si trovano ad avere un forte desiderio di cibo e a mangiare disordinatamente, ponendo le basi per un lento e progressivo aumento di peso nel tempo.

Uno dei principali problemi che ci si trova ad affrontare durante un regime dietetico atto alla diminuzione del peso è la fame nervosa, che spesso rende vani i tentativi di approcciarsi ad un nuovo stile alimentare inducendo all’abbandono del programma di rieducazione in quanto ne vanifica i risultati. Nel caso di soggetti che riescono a portare a termine il programma dietetico per la perdita di peso e la rieducazione delle abitudini alimentari, essi spesso faticano a mantenere il corretto stile alimentare nel tempo, con il frequente risultato di riacquistare il peso iniziale.

Vi sono alcune tecniche in grado di aiutare coloro che si trovano a dover affrontare tali difficoltà. Tra queste troviamo l’auricoloterapia. Essa è una tecnica reflessologica che si basa sul trattamento di punti ben precisi situati sulle orecchie.
Il padre dell’auricoloterapia è il francese Paul Nogier.
La superficie auricolare è in grado di segnalare difetti di informazioni e quindi squilibri psico-fisici che possono portare nel tempo alla manifestazione d’organo o comportamentale (es.: dipendenza dal cibo).
Esistono vari modi di lavorare con l’auricoloterapia. Tra questi troviamo la cromopuntura, ovvero la stimolazione dei punti auricoloterapici attraverso fasci di luce a precise lunghezze d’onda.
I trattamenti per risolvere la fame nervosa sono molto efficaci. La sensazione che si prova dopo una seduta di auricoloterapia è di tranquillità e si incomincia, in breve tempo, a guardare il cibo senza esserne così morbosamente attratti. In questo modo si possono intraprendere regimi dietetici in modo molto più facilitato, godendosi il risultato finale.