Le piante sono tutte innocue?

Quando sento dire che le piante se non fanno qualcosa, male non fanno, ricordo sempre cosa fece Socrate per porre fine alla propria vita: bevette un’infuso di cicuta…proprio innocuo non era!

Non si vuole fare dell’allarmismo o terrorizzare chi affida alle erbe il proprio benessere. Vorrei solo ricordare che tutti i vegetali contengono sostanze chimiche, spesso miscelate in modo complesso a formare, appunto il “fitocomplesso” e  di conseguenza vanno considerate attentamente.  Certo, ci sono piante, molte fortunatamente, innocue (pensiamo alla malva, alla camomilla, al finocchio, e tante altre). Alcune però sono piuttosto difficili da maneggiare e talvolta, se utilizzate in modo improprio o eccessivamente, possono causare danni. Pensiamo per esempio a Ginkgo biloba, ottima per il microrcircolo, ma essendo in grado di potenziare l’azione di farmaci anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici, occorre evitarne l’uso in loro concomitanza. Altri vegetali di cui si fa un uso indiscriminato sono le cosiddette piante ad “antrachinoni” in particolare quelle ad azione lassativa. Funzionano benissimo! Perché? Perchè hanno una forte azione irritante la mucosa intestinale e se usate cronicamente possono provocarne una consistente infiammazione con conseguente peggioramento dei sintomi. Di certo sono piante utili per risolvere una stipsi momentanea, ma non sono sicuramente adatte nel trattamento cronico, che ha ovviamente bisogno di una alimentazione corretta con presenza di fibre ed acqua specifica, integrazione di sali minerali e specifici probiotici (i fermente lattici, per intenderci).
Una particolare attenzione agli oli essenziali. Spesso ci si lascia ingannare dal loro profumo, in alcune piante così soave, che non si può fare a meno di pensare che possano essere solo benefici. Non è proprio così. Infatti gli oli essenziali sono una miscela di sostanze chimiche, spesso irritanti, estremamente concentrate (in una goccia di olio essenziale di rosa, sta la fragranza di circa 30 fiori!). Ci sono piante, come la rosa o la lavanda o il gelsomino, che producono essenze molto delicate, ma altre, come per esempio il ginepro o l’eucalipto o il timo, che producono oli essenziali piuttosto aggressivi e che quindi vanno utilizzati con cautela. La regola di base da seguire sempre quando si trattano è: non utilizzarli puri, evitare in gravidanza e nei bambini, non berli o massaggiarli direttamente sulla cute. Un’altra nota dolente riguardante le essenze è il rischio di adulterazione: essendo molto costosi, spesso i produttori senza molti scrupoli, li “tagliano” con essenze a basso costo oppure vi aggiungono sostanze chimiche isolate da altre piante che ne accentuano il profumo.

L’argomento della fitoterapia è molto affascinante. Ci sono piante dalle proprietà entusiasmanti e sicuramente, nel corso del tempo, avrò modo di descriverne.

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