21 maggio 2013: a lezione di zafferano

Il 21 maggio ho avuto l’onore di tenere una lezione sugli usi terapeutici dello zafferano all’Università degli Studi di Siena.

Sto studiando questa pianta da quasi due anni con grande passione e coinvolgimento in quanto ho scoperto che non rende solo molto buono il risotto (!!), ma ha proprietà terapeutiche e farmacologiche estremamente interessanti. Già i popoli antichi la usavano e se ne parla addirittura nai papiri medici egizi.
E’ una pianta preziosissima ed ha permesso l’arricchimento di molte città e le torri di San Gimignano ne sono una testimonianza. Appartiene ancora oggi alle piante medicinali utilizzate nelle medicine tradizionali, per esemprio quella persiana.

crocus sativus l

Sono moltissimi gli studi effettuali su Crocus sativus L. (ovvero lo zafferano). Questo piccolo e bellissimo fiore produce un fitoderovato che ha effetti ansiolitici e antidepressivi paragonabili ai più comuni farmaci utilizzati in medicina. Non solo: è un potente antiossidante, riesce a contrastare e rallentare le lesioni ateromatose che sono alla base dei problemi cardiovascolari quali infarti e ictus, permette di contrastare l’insorgenza del diabete, dell’ulcera e migliora la capacità digestiva delle proteine. Le donne che soffrono di sindrome premestruale ne troveranno sicuramente giovamento, addirittura…annusandolo!
Partendo da queste proprietà e seguendo le orme di un gruppo di studio francese, ho anche avuto modo di impostare uno studio in cui si è evidenziata la capacità dello zafferano per contrastare la fame nervosa e il cosiddetto “snackiing”. Chi ne soffre sa benissimo quanto sia difficile trattenersi dall’aprire l’armadietto della dispensa ogni volta che si sente triste, depresso, ansioso o annoiato. Lo zafferano è in grado di offrire un concreto aiuto per superare questi momenti e, se si è a “dieta”, di riuscire finalmente a raggiungere l’obiettivo del peso desiderato.

Tra non molto sarà disponibile anche in alcune farmacie un integratore da me formulato proprio per un utilizzo mirato alla gestione dello snacking.

Se volete saperne di più, potrete leggere un mio lavoro pubblicato sulla rivista “Piante medicinali” o, più semplicemente, contattatemi.

Allergie respiratorie e alimenti: esiste una correlazione?

Capita spesso che chi soffre di allergie respiratorie, che in questa stagione più che mai complicano la vita a molte persone, si lamenta del fatto che non riesce a mangiare certi alimenti perchè scatenano reazioni molto fastidiose. Non è una fissazione! Esiste una spiegazione scientifica a questo fenomeno che va sotto il nome di “reazione crociata”, o, per dirla all’inglese, “cross-reaction” tra i pollini ed alcuni cibi.

La reazione crociata fra sostanze apparentemente così diverse e lontane dal punto di vista biologico è scatenata dalla presenza di proteine molto simili tra di loro. Una reazione crociata può scatenarsi per due motivi:
1- parti delle proteine comuni in alimenti simili (per es. reazione bevendo latte di capra in chi è allergico al latte di mucca);
2- allergeni presenti in più sostanze del mondo vegetale e chiamati panallergeni in specie non correlate evolutivamente (una reazione crociata tra pollini di alcune piante e vari alimenti vegetali).

Spesso le sostanze ingerite non scatenano fenomeni irritativi respiratori, ma coinvolgono la mucosa orale, le labbra e la lingua.

Tra le più frequenti reazioni crociate troviamo:
– polline di graminacee: frumento, cocomero, melone, limone, arancia, prugna, pesca, albicocca, ciliegia, kiwi, mandorla, cocomero, pomodoro, arachide;
– polline di parietaria: gelso, basilico, pisello, melone, ciliegia, pistacchio;
– polline di betulla: mela, pera, fragola, lampone, prugna, pesca, albicocca, ciliegia, mandorla, sedano, finocchio, carota, prezzemolo, kiwi, arachide, noce, nocciola.

starnuto-allergia

Le reazioni scatenate dall’ingestione di questi alimenti possono essere limitate se il frutto viene sbucciato, lavato e cotto. Infatti, spesso, le marmellate di alcuni di essi non creano problemi. Certamente, non tutti possono essere trattati in questo modo, e quindi, occorre prestare sempre molta attenzione a ciò che si mangia.
Attenzione però a non sbilanciare la dieta con eliminazioni drastiche non compensate da sostituzioni in grado di mantenere in equilibrio la nostra alimentazione.