Obesità e terza età

L’obesità sta progessivamente aumentando, non solo tra i giovani, ma anche nelle persone anziane.
Si prevede che nel 2015 la prevalenza dell’obesità in Europa interesserà un quarto della sua popolazione, il 25%, cioè circa 32 milioni di persone adulte. Nelle persone anziane la mortalità e la morbilità associate al sovrappeso ed all’obesità aumentano se solo si considera l’Indice di Massa Corporea superiore a 30 kg/m2, senza considerare i parametri classici della circonferenza della vita e la percentuale di massa grassa.

In quest’ottica, un trattamento di riduzione del peso deve sempre essere consigliato alle persone adulte che si presentano sovrappeso o obese, indipendentemente dalle misure e che presentano già complicanze metaboliche (iperglicemia, tendenza all’ipercolesterolemia, uricemia, ecc.) o patologie correlate all’obesità. Già da sola, la diminuzione di peso offre benefici nel campo della prevenzione.

La diminuzione di peso dovrebbe minimizzare la perdita di tessuto muscolare ed osseo a favore di un aumento di tessuto adiposo. Spesso tale situazione si riscontra anche in persone normopeso, ma con errate abitudini alimentari. Tale fascia di popolazione, sebbene non si presenti in sovrappeso, presenta tutte le caratteristiche metaboliche di questa categoria.

L’intervento sullo stile di vita dovrebbe essere il primo passo, unito ad un lieve decremento dell’apporto calorico giornaliero di 500 kcal, ad un adeguato introito proteico, vitamine e sali minerali derivati dagli alimenti ed esercizio fisico adeguato.

Il ruolo della farmacoterapia e degli interventi di chirurgia bariatrica nella popolazione anziana non è conosciuto perchè le persone al di sopra dei 65 anni di età sono escluse dalla maggior parte degli studi.

 

(J Clin Gastroenterol. 2012 Aug;46(7):533-44)